La scelta della “Primavera” di Sandro Botticelli (Firenze 1480 circa) per rappresentare Monte Virginio , località limitrofa al Monte Sassano, protetta dalla dea etrusca Mathurna e dalla Bona Dea, è dovuta all’idea di bello naturale che è propria di Monte Virginio della “Primavera”. Non solo, c’è affinità tra il gran numero di piante e fiori presenti nel dipinto e la gran quantità di piante e fiori rinvenibili nelle terre del circondario di Monte Virginio e “Pezzo Tufo”.
Le piante, i fiori, molti conosciuti fin dall’antichità, rappresentati nella “Primavera” sono quasi trenta e, con invito ai lettori a riconoscerli, sono: rosa, tossilaggine, giacinto rosa, viola, margherite, papavero, giacinto, viperina azzurra, fior di fragola, ranuncolo (pianta tossica che simboleggia la morte), elleboro (conosciuto anche come rosa di Natale o rosa d’inverno), camomilla, tossilaggine, muscari, papavero, fiordaliso, gelsomino, nontiscordardimé, nigella, crocok, euforbia, iris (dipinto in posizione marginale) o giglio di Firenze, pervinche, fiordalisi (che fuoriescono dalla bocca di Clori). Alle spalle del gruppo delle figure sono collocate altre tipologie di piante: una pianta di alloro, una di mirto e un boschetto di aranci carichi di frutti e di zagare fiorite. Flora ha in grembo rose, il suo vestito presenta garofani, fiordalisi, rose e violaciocche gialle.